Gli scrittori autentici non hanno età
di Vincenzo Pardini
GLI SCRITTORI AUTENTICI non hanno età. L’importante è che raccontino belle storie. Elio Lanteri ha esordito a 80 anni. Nato nel 1929 a Dolceacqua (Imperia) vive ancor oggi in Liguria (Oneglia). Si sa poco di lui. Se non che il suo romanzo, La ballata della piccola piazza, edito da Transeuropa (pagine 141, € 12,90) è stato prima letto dal suo conterraneo Marino Magliani, scrittore e personaggio erratico, che attualmente vive tra Liguria e Olanda, ma in passato ha a lungo soggiornato in America Latina, con un solo intento: scoprire storie da raccontare, alla stregua di London, che viaggiava proprio per questo. Infatti anche lui è in libreria con un romanzo edito da Longanesi: La Tana degli Alberiribelli (pagine 329 € 18.00), una lunga trama sospesa tra passato e presente. Insieme alla ricerca delle tracce lasciate da un partigiano in Liguria, Terre di Ponente, si muovono agenti di controspionaggio internazionali, spacciatori e coltivatori di droga e altri ancora. Un giallo e una cronaca dei nostri tempi, affrontato con scrittura attenta e coinvolgente. Lanteri era una sua vecchia conoscenza. Con lui conversava a lungo, di fronte al mare in tempesta e al vento di Liguria. Magliani restava sorpreso dalla sapienza letteraria dell’amico. Finchè questi, a mezza voce, gli confidò d’avere nel cassetto un romanzo dattiloscritto. Magliani se lo fece dare, e lo portò in Olanda, sulla cui spiaggia lo digitò al computer. Poi lo dette a Giulio Milani di Transeuropa, che lo definì un gioiello. Sono infatti pagine i cui personaggi vengono fuori dai suoni del loro linguaggio; Lanteri riesce a fare in modo che ognuno sia diverso dall’altro non tanto per quello che fa, ma per come si esprime. Riaffiorano, così, parole antiche e dimenticate; parole che si modellavano a seconda delle voci della natura, fatte di marosi e di libeccio tra gli olivi. Siamo nel’45 in un piccolo paese ligure. Gli uomini adulti sono o sul fronte o alla macchia. Tuonano i cannoni e l’atmosfera della guerra incombe ovunque. Sebbene senza dirlo, tutti pensano ai padri e i figli nelle trincee. Madri possono essere vedove, i figli orfani. Sono soprattutto quest’ultimi che, con le loro ansie e sogni, danno forza a questo romanzo, dove nonni e zii costituiscono la memoria. Per il resto, ognuno ha un volto. Inclusi gli animali. Incontriamo muli saggi e capre veggenti. La terra di Lanteri, pur trovandosi in questo mondo, ci porta in quello delle favole che gli uomini si raccontano per non morire. Una letteratura che si incrocia con quella di Giulio Biamonti e Paolo Bertolani, il gran poeta della Serra di Lerici, che non ricorda più nessuno.
Vincenzo Pardini Domenica 19 aprile 2009 pagina 35 Arte e Cultura
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