Recensione
La cosa (l'idea, l'astrazione) di cui la crisi non si è ancora impossessata, è la parola, con ciò, ben venga questa guida. Ne sono autori Stefano Amato, Fabio Genovesi e Franz Krauspenhaar che con tre racconti talmente esasperati da risultare più reali della realtà, ci aprono le porte alle vicende di personaggi deviati e geniali nella loro (innocente) follia. Apre le danze Amato e le carte sono scoperte dopo tre parole. La vita del protagonista di "2010: La crisi" rappresenta, con l'aiuto talvolta di estemizzazioni paradossali, il pensiero di una enorme, ma sommersa (impaurita?) fetta di popolazione, italiana e no. Un bigino del vivere corretto con lo sguardo rivolto a ieri, da insegnare alle elementari. Genovesi – di cui già parlammo per "Versilia Rock City" – prende il miglior Ammanniti (il primo, quello meno ostentatamente divertente), tanto per rimanere in Italia, e lo trasporto nelle vie apocalittiche di un futuro non troppo lontano. A Sud Del Paradiso (presumo sia voluto il collegamento con il Lethem di "A Ovest Dell'Inferno") è una caduta a piedi uniti nella pazzia sociale che da un uomo comune passa alla globalità. Metafora efficace per rappresentare la Persona del XXI secolo, andata senza ritorno. Con Krauspenhaar, il degrado è allo stadio massimo e, ancora una volta, è perfettamente inquadrato l'uomo comune di oggi, qui nella figura dello schiavo – o meglio del servo. Del cibo come della solitudine, più semplicemente di se stesso. // Stefano Fanti
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