transeuropa edizioni 17 Luglio 2019
 

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Ufficialmente dispersi

di Pier Vittorio Buffa

È il 22 gennaio 1943 quando il Sottotenente si ritrova al comando d’una manciata di uomini, i soli sopravvissuti del suo plotone, per tentare la conquista di un gruppo di isbe dove passare la notte.

La battaglia sembra vinta, quando nuove forze nemiche contrattaccano e disperdono il plotone. Il Sottotenente è l’unico che riesce a sganciarsi e a ripiegare, ma questa fortuna gli costerà cara: nessuno dei suoi umini tornerà indietro.

Ufficialmente dispersi è il racconto di questa disperata fortuna di sopravvivere, e insieme la storia di una ricerca e di un confronto tra padre e figlio, tra apparenza e realtà, tra memoria e oblio, tra verità e identità, che riguarda molti di noi.

Uno dei più corali, intensi romanzi italiani degli ultimi anni.

«Sono stato in guerra per poco più di un anno, nemmeno un settantesimo della mia vita. Ma quella, solo quella, è stata la mia vita. Il resto non ne è stata che una premessa e un’appendice, e di questo devo chiedere scusa a mia moglie e ai miei figli.
Perché quell’anno ha condizionato le mie scelte senza che nemmeno me ne accorgessi, ha fatto di me, per sempre, un reduce che aveva sulla coscienza quattordici ragazzi spariti. E come me hanno vissuto e vivono migliaia, milioni di uomini.
Io vorrei solo chiedere, a chi ordina le guerre, se l’uomo è nato davvero per combatterle. È una domanda che né io né altri potremo mai fare direttamente a qualcuno, ma che resterà in noi anche quando saremo solo polvere. Qualcuno, a un certo punto, udrà le nostre urla.»

Scheda di approfondimento

Transeuropa propone al pubblico, con questa nuova edizione accuratamente rivista, un caso letterario spesso mappato – a causa della sua formidabile verosimiglianza – nell’ambito della memorialistica di guerra e dell’autobiografismo, là dove appartiene al rango più alto della fiction e della letteratura contemporanee.

Stralci dalle recensioni alla prima edizione

«Appena finito di leggere il romanzo, scopro che l’autore è un quarantenne e non, come mi sarei aspettato, un oltre settantenne reduce dalla Russia. Ma poi perché meravigliarsi? Forse che il romanzo richiede all’autore l’esperienza diretta dei fatti che racconta? No. [Buffa] ha la capacità di far salire il racconto a punte d’intensità davvero notevoli, trasformandolo in una sorta di diario intimo (di un’anima). E un aiuto gli viene da un linguaggio serrato ma non nervoso, uno stile paratattico ma disteso (sfiorato ma mai invaso dall’allucinazione della follia).» (Angelo Guglielmi, la Stampa) «Dopo Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern e Centomila gavette di ghiaccio e molte altre riuscite testimonianze, sembrava ci fosse ormai ben poco da raccontare. È quindi con una lieta sorpresa che si legge il romanzo. Una macchina narrativa di grande efficacia.» (Gianni Corbi, la Repubblica) «A volte la narrativa italiana riserva delle sorprese. L’ultimo esempio si intitola “Ufficialmente dispersi”.» (Roberto Cotroneo, l’Espresso)  «Un racconto di straordinaria intensità, un linguaggio che rifugge ogni ridondanza, che lascia parlare cose e situazioni. I personaggi stessi non hanno quasi un nome, eppure li sentiamo vivi, fin dal loro primo straordinario apparire. Un romanzo autentico.» (Gianfranco Bettin) «Scritto senza alcun trucco letterario, senza alcuna evidente malizia narrativa, affidato solo a fatti e scarne meditazioni, il libro di Buffa ha la secchezza appassionata di un diario di lavoro, come il rapporto di un archeologo dei sentimenti.» (Maurizio Giammusso) «Il rischio era quello di rimasticare la narrativa bellica, di rifare Rigoni Stern, ma a questo Pier Vittorio Buffa è molto attento. Non calca la mano sulla guerra, sulla neve, sul freddo, si limita alla essenzialità, lasciando che la tensione narrativa emerga invece dalla continua proiezione dello ieri sull’oggi, e facendo così emergere il nodo di fondo: il fatto che le guerre non si vincono e non si perdono, semplicemente e tragicamente, nel cuore di chi le combatte, non finiscono mai.» (Nicolò Menniti-Ippolito, Il mattino di Padova)

Fascetta fronte: Dal 1943 ai giorni nostri, un sottotenente cerca la verità sui suoi 14 uomini dispersi in Russia. Un grido pacifista, una sommessa epopea. Una nuova, inattesa edizione del più epico fra i romanzi italiani degli ultimi anni.

Fascetta retro: Il romanzo che trae spunto dall’apertura degli archivi sovietici per raccontare una storia singolare e univesale insieme, dov’è in gioco il senso della memoria e la ricerca della nostra identità pubblica e privata.

Note sintetiche al volume

* Pagine 160
* Prezzo € 13,90 € 9,73 (sconto 30%)
* Isbn 9788875800734
* Collana Narratori delle riserve
* Collocazione Narrativa

Rassegna Stampa Cartacea

Scheda biografica autore Pier Vittorio Buffa

Leggi l'anteprima

Intervista a Pier Vittorio Buffa all'interno della rubrica "La lettura" di Carlo Gallucci, sul Tg5.
Quantità:
Isbn: 9788875800734
Anno: 2010
Prezzo: € 9,73
Cod art: 77

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