Da: Sul romanzo del 24/09/15

Recensione

di Ivonne Rossomando

 

Il romanzo Come in una ballata di Tom Petty, scritto da Marco Patrone ed edito da Transeuropa Edizioni, descrive il male di vivere di ognuno di noi, la disperata ricerca di fuga e la difficoltà ad accettare le scelte fatte.

Nel personaggio quasi autobiografico, questo manager "arrivato" che «gira l'Europa per lavoro, sempre a suo agio con giacca e cravatta, che parla le lingue, che aveva avuto la fiducia dei suoi capi e l'aveva rapidamente persa...» decide, dopo una fuga disonorevole, di tornare lì dove tutto era iniziato. Sempre più insistente è in lui la voce che lo incita a cambiare lavoro e donna, a ritrovare i rapporti interrotti, a ritornare dunque nella sua città natale: Massa, che per lui rappresenta la sua adolescenza perduta.

È proprio Massa una protagonista del romanzo, con la descrizione dei suoi luoghi più caratteristici, come la Chiesa del Carmine, in fondo a via Piastronata, come il Castello Malaspina dove il protagonista andava a sbaciucchiarsi con la prima fidanzata. Tornare a Massa rappresenta un percorso di nostalgia per un tempo e per delle persone idealizzate dal "come eravamo" e dal come avrebbe potuto essere. A Massa si sente quasi straniero, nessuno lo riconosce, «passeggio sulla spiaggia pensando che sia una cosa romantica, incontro qualche bambino, ma mi sembra tutto grigio, non trovo quello che avevo pensato di trovare fuggendo proprio qui». Allora pensa di ricontattare gli amici di un tempo: Gabriel con il quale suonava; Giulio, oggi scrittore di successo, e Francesca, la sua prima fiamma, che ritrova in un supermercato. Loro fanno riaffiorare i ricordi: i primi amori, la musica, il sogno di scrivere la canzone perfetta, il desiderio di diventare un grande scrittore come Joyce.

Protagonista dominante appare la malinconia, data dal tempo che passa e che non è possibile recuperare, dalla domanda cui nessuno potrà rispondere: «Come sarebbe andata se avessimo seguito un altro sogno?». Marco prova a recuperare questo sogno, con la sua fuga dal mondo degli affari, alla ricerca di un'altra vita, non più responsabile, giudiziosa, adulta. Una vita da romanziere alternativo o da indie rocker di successo come Syd Barrett, anche se è pienamente consapevole che «realizzare sogni e fare poesia è cosa per pochi eletti ed io evidentemente non ero destinato ad essere tra questi... Scrivere è questione di ispirazione? Ma non scherziamo! È fatica quasi mai premiata da un reale risultato…».

Ripresi i contatti con Giulio, scrittore egocentrico e insicuro, inizia per Marco una controfuga per accompagnare l'amico ritrovato a Dublino.

Comincia così un viaggio in auto interminabile, con Giulio e Francesca, attraverso l'Italia, l'Austria, la Germania, toccando città stupende come Salisburgo, Monaco di Baviera, Colonia, ascoltando le canzoni di Tom Petty che nel 1979 vinse un disco di platino con il suo album Damn the Torpedoes. In questo lungo viaggio tra autostrade e discoteche, i protagonisti mettono a nudo le loro esistenze e le loro debolezze, tra litigi e ricordi, sesso e bevute ricorrenti.

Descritto con un registro ironico assistiamo al lento ritrovarsi del protagonista che evidenzia lo scollamento tra realtà ed apparenza, con un'autocritica lucida e spietata. Poi il viaggio s’interrompe, Giulio abbandona gli amici e va da solo a Dublino, l'incanto con Francesca finisce e Marco torna alla sua azienda, alla sua vita.

Allora quale lezione scaturisce da questo ritorno al passato? Non è successo niente? La musica di Tom Petty è finita? Al contrario credo che Marco pensi che ci sia sempre abbastanza tempo per ricominciare e di essere pronto per un nuovo inizio!

Una conclusione un po' scontata che poggia su una struttura narrativa non sempre all'altezza della fluidità e del ritmo messi in campo da Marco Patrone nelle pagine iniziali del libro Come in una ballata di Tom Petty.