Da: PIG del 01/12/2011

Libreria del Mondo Offeso
Intervista a Laura Ligresti di Valentina Barzaghi

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Da: Corriere della Sera del 25/06/10

Che ne sai del ragazzo innocuo?

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Da: La Nuova Sardegna del 24/04/10

A Sassari Marco Rovelli tra "Musica e Parole"
Serata con lo scrittore e cantautore martedì al circolo Aggabbachela

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Da: Varie del 30/03/10

Stralci da recensioni
Una delle più belle penne che girano nell'ambito del cantautorato nostrano.[...]. Uno dei dischi più importanti usciti quest'anno.(Giorgio Maimone, Bielle)Per dire che le lotte della Comune di Parigi e le speranze hanno sempre unsenso. Marco Rovelli impagina un cd carico di passionalità, dolore, ballate,rock e un più che aggiornato combat-folk, insieme agli Yo Yo Mundi, DanieleSepe e parole di De Luca e di WuMing2. Energico, live renderà ancora meglio.(Stefano Miliani, l'Unità) - 4 stelle su 5Canzoni di lotta a base folk contraddistinte da arrangiamenti ricercati eintonate con un'enfasi mai eccessiva, il cui respiro (anche) letterario èsottolineato dai sodalizi stretti per la stesura di alcuni testi. [..]. Unascaletta sempre intensa e piuttosto varia.(Federico Guglielmi, Il Mucchio)Un disco eccellente nella scrittura che si inserisce nella tradizionecantautoriale più prestigiosa. [...] Tante le ispirazioni che conducono peròsu un'unica strada: la necessità, la voglia, la poesia di una vita liberataper tutte e tutti dove ognuno possa avere la sua parte di anarchia. [...]Duro, senza sconti, dedicato a chi crede che anche in musica «le rivoltesono una festa che non ha un padrone». (Sandro Podda, Liberazione)Sedici tracce indocili [...], un cd d¹ascolto combattente che è soprattuttoprassi poetica e politica dell¹incontro, tra un atto d¹amore e unatestimonianza d¹eresia. (Stefania Ricchiuto, Coolclub)

Da: Alias - il manifesto del 20/03/2010

La mia musica nel tuo corpo
Intervista all'ex leader del gruppo Les Anarchistes
di Jessica Dainese

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Da: Rockshock del 01/11/09

Recensione
di Ivan Masciovecchio
Marco Rovelli è uno dei pochi autori italiani ancora animato da una resistente volontà di procedere in maniera ostinata e contraria verso un mondo in cui libertà e giustizia sociale siano valori diffusi e condivisi e non soltanto parole vuote ricicciate dal politico di turno tra un talk show e l’altro.Uno spirito anarchico e coraggioso, uno sguardo lucido, consapevole e lungimirante, rivolto sempre verso quegli anfratti di vita in cui ingiustizie e angherie si accaniscono indiscriminatamente sui corpi inermi degli ultimi della fila, siano essi eretici, ribelli, rivoluzionari, clandestini, rom, invalidi sul lavoro; su coloro che combattono contro le mafie, sugli omosessuali, sulle donne, sui giovani. O su tutte queste cose assieme.LibertAria, la sua prima opera firmata personalmente ma che suona come un collettivo, grazie al supporto dei bravissimi Kobayashi, è una istantanea implacabile su questo ed altri mondi, la voce dolente di una (dis)umanità (in)visibile che invoca rispetto e considerazione. Ciascuna delle sue sedici tracce meriterebbe una recensione a parte, tanti sono gli spunti e le complesse sollecitazioni che evocano.Come pietra preziosa, non cercate libertAria nei negozi di dischi, luoghi ormai sempre più vacui ed impersonali. Cercatela invece nelle librerie perché è lì che la troverete.