Il Mangialinei 01/04/2020

Recensione

Ellie è andata via. Ha mollato Loris con quella frase secca - “L’amore è finito” - al tavolo, da Wang (che chissà che nome ha assunto, ora che il titolare è morto), il loro ristorante cinese preferito a Milano. Il pugno di Otis, il fratello di lei, che l’ha attesa fuori dal locale, ha posto termine al tentativo di Loris di inseguirla e riportarla a casa. Una storia meravigliosa, ricorda Loris, vissuta tra Parigi e Milano e terminata così, all’improvviso, con una frase breve e il rifiuto di dare spiegazioni. Si erano incontrati sul treno RER per Parigi, scoprendo che il destino aveva loro riservato la prima sorpresa: due sconosciuti che si incrociano in una anonima carrozza di uno degli svariati convogli della Rete Espressa Regionale, e scoprono di abitare nello stesso palazzo, in una città con milioni di abitanti. Quando, dopo un lungo silenzio successivo alla separazione, lei chiede di rivederlo nel chiosco del parco, probabilmente guardata a vista dal fratello, e con il telefono acceso, lo fa solo per dirgli di non cercarla più. Di farsi aiutare. Di cercare un sostegno che, com’è ovvio, lei non gli può offrire. Ellie ignora che Loris pensa di avere un asso nella manica: Andros, modello matematico costruito grazie ad uno straordinario esperimento, condotto prima sui topi, poi sugli esseri umani; un algoritmo in grado di sondare nel profondo affinità e divergenze, equilibri e fragilità di ogni coppia. Andros gli ha fornito una risposta inequivocabile: in passato lui ed Ellie erano perfetti, fatti l’uno per l’altra. Ma in lei qualcosa è cambiato. Come se una malattia l’avesse colpita. E a questo male, lui, ne è certo, sa di poter trovare una cura…La collana “Wildworld”, di cui Termomeccaniche costituisce il “terzo volume della seconda stagione”, è nata grazie ad una operazione di crowdfunding (https://www.eppela.com/it/projects/17530-romanzo-italiano-nasce-un-nuovo-genere-letterario) ad opera di Giulio Milani - già collaboratore di Feltrinelli e direttore responsabile di Transeuropa, allo scopo di portare su carta un modello antologico composto da contribuiti di autori emergenti uniti da un comune denominatore, quel “realismo distopico” ispiratore di serie tv di successo come Black Mirror. Luca Fassi è originario di Marcallo con Casone, piccolo comune nel magentino, nella cintura della città metropolitana di Milano, classe 1982, manager presso una nota multinazionale, con la passione per la scrittura (Termomeccaniche viene descritto come suo romanzo di esordio, ma sono facilmente reperibili altri due titoli a suo nome di precedente pubblicazione). Il racconto corre sul ghiaccio sottile del tema dello stalking, analizzando il percorso psicopatologico del protagonista attraverso una narrazione in prima persona che finisce con il penalizzare proprio i personaggi di sesso femminile, ridotti a meri elementi di contorno. La trama presenta un certo eccesso di note stridenti: la troppo protratta sequenza narrativa del disturbo del linguaggio di Loris, la caratterizzazione quasi grottesca del dottor Biraghi, lo psicologo/psichiatra che consiglia - sic - ad un paziente che, evidentemente, non riconosce come psicotico, di volgere le sue attenzioni alle “ragazze rumene […] ragazze splendide che lavorano come cameriere o nei locali di lap dance”, l’individuazione - forzata dal punto di vista del racconto - dell’ultimo obiettivo del protagonista, nel finale; nonostante questo riesce a proiettare il lettore nella discesa irrefrenabile del protagonista in un mondo interiore fatto di ossessioni, paure, comportamenti stereotipati, in un gioco di specchi e percezioni disturbanti che trova il suo naturale riflesso esterno in una Milano che, nelle nebbie gialle del tramonto, nelle periferie anonime, mostra la sua essenza di città degradata, venefica, inumana.Fonte: http://www.mangialibri.com/libri/termomeccaniche
di Damiano de Tullio