Smack 18/11/2020

Podcast intervista

https://smackonline.it/2020/11/18/poesia-libri-mariangela-rosato-intervista/?fbclid=IwAR0a3KQtfSqzsalIiWq-kObeiig2rbAVAGvhUx_pTRMCuYQvGbDyccsmFsM
di Redazione

Leccecronaca.it 24/10/2020

È in uscita L'errare del cerchio, raccolta di poesie dell'esordiente Mariangela Rosato

L’iterazione è la figura retorica più evidente per iniziare a conoscere le poesie di  Mariangela Rosato (nella foto), giovane autrice che evidenzia, nella sua silloge L’errare del Cerchio  (Edizioni Transeuropa – 50 pagg. – 15 euro) tutte le caratteristiche che si concentrano su chi oggi, in tempi non particolarmente positivi, cerca di esprimere al meglio il proprio vissuto, confrontandolo con l’attualità che è attorno a noi. Un esempio evidente: Cosa siamo noi?, brano di apertura della raccolta. Ma ce ne sono tanti altri… Lei ha 26 anni; è nata a San Pietro Vernotico, ha vissuto a Torchiarolo, ha conseguito la maturità al Palmieri di Lecce, si è laureata alla Sapienza di Roma, e ha svolto un progetto di ricerca alla Sorbona di Parigi; adesso lavora nella capitale francese.   Nelle poesie della Rosato c’è veramente un po’ di tutto: dalla onomatopeica (Tum, ssss…) alla riscoperta di terminologie non più ricorrenti (aduste, diremmo anche noi, utilizzando aggettivo non più comune…), alla struttura grafica che va assottigliandosi nel finale, a far emergere quella parola, quella frase che, poi, è il succo e l’obiettivo di tutto il componimento. E c’è – non poteva mancare! – un quieto pessimismo e un vivace ateismo che scantona nel panteismo, dove la Natura, peraltro, non è leopardiana, ma pare guardare attonita ciò che noi, miseri mortali, siamo capaci di produrre. L’amore, l’abbandono sono appena accennati ma permeano un po’ tutta la raccolta: abbiamo immaginato, infatti, la poetessa che, sulla riva di un mare incantato, recita i suoi versi ad un immaginario amante, alternando sorrisi e singhiozzi, momenti lirici e sguaiatezza, non tanto per sorprenderlo, quanto per dare fondo al proprio istinto di essere sensibile, assetato di vita. Insomma, questi versi ci comunicano una nota di gioventù matura, ancora in cerca di qualcosa che possa quadrare il cerchio: figura-simbolo di un animo ricco di aneliti poetici ma saldamente presente nella mediocre realtà di ogni giorno.ùQui la fonte: http://www.leccecronaca.it/index.php/2020/10/24/novita-editoriali-e-in-uscita-lerrare-del-cerchio-raccolta-di-poesie-dellesordiente-mariangela-rosato-una-nota-di-gioventu-matura/
di Raffaele Polo

Senza Colonne 27/09/2020

Da Torchiarolo a Parigi con l'anima da amazzone

Ventisei anni vissuti tra la piccola Torchiarolo, Roma (dove si è laureata con lode in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università La Sapienza) e Parigi (dove tuttora risiede portando avanti, alla Sorbonne Université, progetti legati ai suoi studi): Mariangela Rosato, autentica “anima d’amazzone” – come lei stessa si definisce in una delle sue liriche – pubblica per la Collana di poesia «Nuova poetica 3.0», edita da Transeuropa, la sua prima silloge dal titolo “L’errare del cerchio”, in uscita con ogni probabilità nella seconda settimana di dicembre. Da sempre appassionata di scrittura poetica, in occasione del lockdown passato in Francia ha trovato il tempo e la voglia di riordinare quanto negli anni scorsi e negli ultimi mesi ha appuntato su fogli sparsi, fazzolettini di carta e persino pareti. “Amazzone perché sono curiosa e non mi accontento mai, sono sempre alla conquista di nuove conoscenze. Ma anche perché, pur provenendo da un piccolo paesino e da una famiglia umile, non mi sono fatta fermare nel mio viaggio di scoperta del mondo”, racconta con semplicità.Cosa porta una laureata in Scienze Politiche a scrivere un libro di poesie? “Mi è sempre piaciuta in generale la scrittura e ho sempre avuto una grande interesse per la poesia, anche per ragioni familiari: uno dei miei bisnonni scriveva poesie e questo è stato un grande stimolo. Scrivo dall’adolescenza e non ho mai smesso, nemmeno nel periodo universitario. Non avevo mai pensato a pubblicare, almeno sino a qualche mese fa”.Incuriosisce la scelta del titolo: spieghiamola. “Il titolo nasce dall’esperienza del continuo camminare di ognuno di noi alla ricerca della propria essenza nel cerchio della vita. A questa immagine dell’errare con lo scopo di trovare se stessi e affermare i propri progetti, ho voluto unire la filosofia di Nietzsche e il concetto della storia umana come cerchio che si ripete all’infinito, sia in senso collettivo che in senso individuale”.A cosa corrisponde la divisione in sezioni? Il criterio è tematico, stilistico o temporale? “È una scelta tematica, ma anche stilistica. Sostanzialmente ci sono tre temi di fondo che si incontrano e si mischiano: uno più spirituale, che analizza l’irrazionale che è dentro di noi; uno che si fonda sulla lontananza dal mio luogo di origine geografico, al quale penso sempre, nonostante ci passi ormai pochissimo tempo; un terzo che riguarda la crisi dell’uomo contemporaneo, a partire dal senso di solitudine che ha caratterizzato negli ultimi mesi i rapporti umani, passando per il mancato rispetto dell’ambiente nei nostri territori e a livello mondiale. Queste ultime poesie sono state scritte prevalentemente durante la quarantena trascorsa a Parigi, che è stata per me grande fonte di riflessione e di ispirazione”.Lei scrive “La bellezza è qui e vuole incantarci”: cos’è la bellezza per Mariangela Rosato e di quale bellezza abbiamo bisogno nei tempi che stiamo vivendo. “È molto complesso rispondere. Il bello è qualcosa che cambia continuamente ed è anche frutto dei cambiamenti sociali. C’è un bello estetico, un bello artistico, un bello spirituale. In questo momento credo che abbiamo bisogno soprattutto di riscoprire la bellezza dell’ambiente. Molte mie poesie sono dedicate alla terra proprio per questo motivo”. Qui la fonte dell'articolo.
di Marina Poci