Descrizione
In genere si pensa lo spazio politico come un luogo di conciliazione degli interessi e di discussione pubblica e razionale, nettamente distinto dallo spazio di una sacralità arcaica respinta indietro all’età preistorica.
Avversi a questa distinzione esterna, classificatoria, seguendo differenti percorsi di ricerca, i saggi qui pubblicati contribuiscono a sviluppare l’ipotesi che la violenza separatrice e fondatrice marca l’origine di tutti gli ordinamenti umani che la curatrice del volume riassume nella formula “antropologia fondativa”.
La prima appropriazione materiale e conoscitiva dello spazio disegnatasi attorno al punto cieco del sacrificio è stata oscurata dalle moderne teorie istituzionaliste e contrattualiste sull’origine del potere. Acquisire alla visibilità quell’origine – darle corpo e voce – è la sfida teorica lanciata dalla nostra epoca nella quale sembra di nuovo necessario scoprire la relazione forse infida e problematica ma mai superata tra spazio sacrificale e spazio politico.
Avversi a questa distinzione esterna, classificatoria, seguendo differenti percorsi di ricerca, i saggi qui pubblicati contribuiscono a sviluppare l’ipotesi che la violenza separatrice e fondatrice marca l’origine di tutti gli ordinamenti umani che la curatrice del volume riassume nella formula “antropologia fondativa”.
La prima appropriazione materiale e conoscitiva dello spazio disegnatasi attorno al punto cieco del sacrificio è stata oscurata dalle moderne teorie istituzionaliste e contrattualiste sull’origine del potere. Acquisire alla visibilità quell’origine – darle corpo e voce – è la sfida teorica lanciata dalla nostra epoca nella quale sembra di nuovo necessario scoprire la relazione forse infida e problematica ma mai superata tra spazio sacrificale e spazio politico.
Contributi di Maria Stella Barberi, Riccardo Di Giuseppe, Paul Dumouchel, Giuseppe Fornari, Margherita Geniale, Henri Grivois, Domenica Mazzù, Alessandra Minniti, Domenico Palumbo, Lucien Scubla, Masao Yamaguchi.





