Resta è ambientato tra le strade di New York: cosa ti ha spinto a scegliere proprio questa città come sfondo della storia?
Ho scelto New York come sfondo del romanzo perché ho sempre desiderato fare un’esperienza nella grande mela, fin da piccola. Ma non ho mai avuto il coraggio di partire da sola. Ho deciso quindi di farlo attraverso la protagonista, Isabel.
Il romanzo parla di ricerca di sé: quanto di personale c’è in questo percorso e quanto invece nasce dall’osservazione degli altri?
Resta è davvero un romanzo molto personale, ripercorre tutte le emozioni che ho vissuto fino ad ora nella mia vita. Mi sono messa davvero a nudo scrivendolo, sentivo il bisogno di farlo.
Le amicizie nel libro hanno un ruolo salvifico. Quanto è importante per te il tema della solidarietà e del sostegno reciproco?
Penso che la solidità e il sostengo reciproco siano fondamenti della mia vita. Sono cresciuta con questi valori e ne faccio tesoro.
L’amore in Resta non è solo passione ma anche cura: cosa significa per te “amare senza riserve”?
Amare senza riserve per me significa accettare ogni lato della persona che si ha accanto. Tutte le sfumature, anche quelle più oscure. Non imporre la propria idea/visione e soprattutto lasciare la libertà di spiccare il volo anche come singolo e non solo come coppia.
Il romanzo mette in scena personaggi “indimenticabili”: come li hai costruiti? Hai preso ispirazione da persone reali?
I personaggi del romanzo sono ispirati a persone reali, che fanno parte della mia vita. Per quelli principali (Isabel, Olivia e Chris) ho voluto fondere le mie caratteristiche. E come se avessi messo un pezzo della mia anima in ognuno di loro.
Nella storia emergono anche momenti di caduta e rinascita. Qual è stata la sfida narrativa più grande nel raccontare la trasformazione interiore dei protagonisti?
La sfida più grande è stata lasciar andare una parte di me per poter ricominciare, e come se questo romanzo mi avesse aiutata in qualche modo a rinascere dalle mie ceneri. Far emergere il tormento interiore cercando di esternare le emozioni, pensieri e traumi.
Scrivere questo libro ti ha cambiato in qualche modo, ti ha fatto “restare” più vicina a qualcosa di te stessa?
Ho scritto questo libro in un momento molto delicato della mia vita, a fronte di una diagnosi di malattia che mi ha costretta a restare spesso sul divano. Ho voluto evadere da una realtà che mi stava stretta, rielaborando così i momenti più difficili. Scrivendo “Resta” ho ritrovato la parte sognatrice, quella che avevo perso da tempo.
Quale messaggio o emozione speri che i lettori portino con sé una volta chiuso il libro?
Vorrei che ogni lettore possa inseguire i propri sogni, credendoci davvero, perché prima o poi l’universo ricompenserà tutta la fatica fatta! Con questo non voglio dire che sarà facile, anzi. Ci saranno momenti difficili, il vissero felici e contenti lasciamolo alle favole. Ma fare qualcosa che si ama profondamente ci connette con la nostra anima e comunque vada ci rende vivi. Trovare la propria voce, la propria passione, e cercare in tutti i modi di vivere in base alla propria essenza. Non c’è un’età o un momento preciso per fare qualcosa, ognuno ha i suoi tempi. Non fatevi etichettare né tantomeno indottrinare da una società che ci vuole tutti uguali e stereotipati…Ma soprattutto amate senza riserve!
A chi consiglieresti Resta e perché?
Penso che questo romanzo sia prettamente per un pubblico femminile, di qualsiasi età. Lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di tornare a sognare e che prediligono storie d’amore. L’amore in tutte le sue forme!
Stai già lavorando a un nuovo progetto letterario? Se sì, puoi anticiparci qualcosa?
Sì, sto già lavorando a un nuovo progetto letterario. Mi piacerebbe scrivere una parte due del romanzo, soprattutto per spiegare meglio il personaggio maschile (Chris). Ma oltre a questo il mio taccuino è pieno di storie e idee che aspettano di essere sviluppate.
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