1) Come nasce “Fottuta borghesia”? C’è stato un episodio, una riflessione, un’urgenza da cui è partito tutto?
Il romanzo nasce da un’esigenza di psicanalisi. La scrittura ha la capacità di sviscerare l’animo umano e questa storia è arrivata in un momento in cui ne avevo gran bisogno. Non ho dovuto cercare molto lontano per trovarla perché le sensazioni, i luoghi e i personaggi erano quelli che avevo conosciuto da ragazzo nel mio quartiere Monteverde a Roma. In “Fottuta borghesia” il mio personaggio vive in prima persona la parola discendente di tre miei amici del tempo e mette in luce come il quartiere, apparentemente agiato, sia una culla di spine per loro e che rifugiarcisi quando le cose vanno male non è sempre una salvezza.
2 ) Il titolo è forte e provocatorio: cosa rappresenta per lei questa “borghesia” e in che modo è diventata fottuta?
Da ragazzi, anche in modo un po’ patetico, ci etichettavamo borghesi. Era un modo per distinguerci dalla massa anche se io, in particolare, non ci credevo un granché. Non si può parlare di borghesia nei primi anni 2000: quella si è fottuta molti anni prima. I protagonisti di questo romanzo giocano pericolosamente con le loro vite credendo che crogiolarsi in qualcosa ormai defunto amplifichi il loro status.
3) Uno degli elementi più riconoscibili del romanzo è la voce narrativa: ci racconta come l’ha costruita?
Il romanzo nasce biografico e aveva l’estrema necessità di raccontarsi in prima persona. Per il resto mi sono comportato come se stessi scrivendo le puntate di una serie tv: diretto e semplice e con capitoli auto-conclusivi.
4) Che ruolo ha l’ironia – spesso amara, a tratti corrosiva – nel suo modo di scrivere e raccontare?
Sono di natura una persona cinica, introversa e malinconica. Anche in una conversazione, senza forzature, mi ritrovo a essere sarcastico. Trovo clamorosamente gustoso inglobare la mia vena politicamente scorretta nei miei scritti. In un tempo in cui ogni parola va misurata, Fabrizio, il protagonista, è il grimaldello con cui scassinare il perbenismo spicciolo di quest’epoca.
5) C’è una scena o un passaggio a cui è particolarmente legato? Ce ne parla?
Non una in particolare, però ci sono diversi passaggi in cui approfondisco la mia personalità e racconto della crescita della mia penna. Sono poi molto legato ai racconti che riguardano la mia famiglia.
6) Quali autori o libri sente affini alla sua scrittura, o l’hanno ispirata lungo il percorso?
Leggo molto i romanzi dei candidati al Premio Strega. Cerco di capire, anno dopo anno, quali sono le dinamiche psicologiche che entrano a far parte della narrativa contemporanea. Di sicuro l’autobiografia sta andando di moda, ma io volevo raccontarmi senza essere il vero protagonista. Volevo essere un occhio esterno sul mondo lercio che osservo. Se devo però citare un romanzo che m ha particolarmente colpito nell’ultimo periodo, di sicuro direi Ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi.
7) Come sta vivendo l’uscita del romanzo? Che tipo di reazioni sta ricevendo?
Sono contento perché i messaggi che volevo veicolare stanno andando a segno. Sto ricevendo pareri positivi nonostante il tema trattato sia trattato con crudezza e senza filtro. Molte persone si sono indignate e altre disgustate. Altre ancora mi hanno scritto che questo romanzo ha spalancato loro porte su realtà che non conoscevano. Sono felice, davvero!
8) Sta già lavorando a qualcosa di nuovo, oppure ha progetti in cantiere?
Sono di quelli che tiene la penna sempre allenata. Scrivo sempre e non mi fermo quasi mai però al contempo mi sto organizzando per le presentazioni e i firma copia di “Fottuta borghesia”. Annuncerò presto una presentazione a Roma mentre il 12 ottobre sarò a Tuscania, nella prestigiosa cornice di Palazzo Fani. Il 16, 17 e 18 ottobre sarò a Grosseto per un firmacopie presso Mondadori. L’8 e il 9 novembre andrò a Lucca, sempre per un firma copie a Mondadori.
9) Come si immagina il lettore di ideale di “Fottuta borghesia”?
Non voglio immaginarmelo: voglio pensare che un lettore casuale che prende in mano il mio romanzo si immerga totalmente nella narrazione e si affezioni allo scrittore.
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