“Il posto dove dovrei morire” di Marco Perez è un romanzo storico, una saga familiare in cui si fondono ricordi del nonno dello scrittore con fatti romanzati.
Si coglie da subito l’evidenza di quest’opera, che si basa su solide fondamenta di documenti e di un’approfondita conoscenza dell’argomento.
Il libro, pubblicato da Transeuropa Edizioni, è ambientato durante il periodo coloniale in Libia.
Questo testo porta alla luce non solo le vicende che hanno interessato le due famiglie protagoniste della storia, i Perez e gli Scarpelli, ma racconta di memoria, di repressione, di migrazione, così come di falsificazione della memoria. Sì, perché credo che al di là delle vicende degli imprenditori italiani immigrati in Libia, questo libro parli soprattutto di memoria.
Marco Perez ci mostra come la memoria possa essere distorta, su come il passato ci segni indelebilmente, ma anche di come il ricordo possa essere una reinterpretazione di sensazioni, momenti, frammenti. Come se la verità stessa potesse essere invenzione o quanto meno narrazione.
Quindi il lettore si trova dinanzi a un libro che si basa su documenti, fatti realmente accaduti e spaccati di una società che cambia, ma anche su una ricostruzione che può essere vittima o artefice di finzione.
“Il posto dove dovrei morire” racconta, con un linguaggio a tratti onirico, altri molto concreto, di un viaggio all’interno della memoria e della storia. Perez ci riporta la vita di due famiglie che attraversano la storia dal crollo del dominio turco e della caduta di Gheddafi, e ci mostra ciò che potrebbe essere stato o è stato?
Questo libro parla di luoghi, di vita vera, di quel che non si dice e si porta dentro come qualcosa che scalpita ma fa fatica a uscire, così come di quello che si riporta ma chissà quanto sia reale fino in fondo.
Tutto è raccontato in un modo davvero interessante, con una storia che fa vivere da dentro le vicende, che ce le avvicina come se avessimo una lente di ingrandimento dando però anche la possibilità a noi lettori di tirare le somme e reinterpretare…
Articolo di RecensioneLibro del 28.04.26
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