Un viaggio che ripercorre le tappe di un altro viaggio, che a sua volta ripercorreva le tappe di un altro viaggio. Un’oscura verità familiare che può essere svelata soltanto per gradi, via via che la ricerca di un padre scomparso procede. Una profonda crisi personale e professionale, che blocca talento, motivazione e prospettive, e che può essere superata soltanto a patto che i tre piani temporali della storia si allineino. Inseguimenti. Inseguimenti che diventano fughe. Una vecchia vicenda criminale che, a sessant’anni di distanza, continua a proiettare un’ombra minacciosa sulle persone coinvolte e anche sui loro discendenti. Una scia di violenze, ricatti e vendette che attraversa l’Italia: la sua storia, dal Dopoguerra al presente, la sua geografia, da Firenze a Palermo. Un nome inquietante che ritorna da un passato che si pensava sepolto, come una maledizione. Maledizioni e profezie, pronunciate in lingua slava. Una profezia che fa pensare al destino, alla predestinazione, al tempo come una strada che si può percorrere nelle due direzioni. Un racconto nel racconto, un personaggio che diventa narratore trasformando la propria assenza nella più pressante delle presenze. E poi il calcio. La Fiorentina, soprattutto. Il gioco di oggi e quello di ieri, la “purezza” sportiva di un tempo andato, la complessità intricata, e non priva di intrighi, del calcio di oggi.
Aaron Stewart è un attaccante della Fiorentina in crisi di gol. Da quattro giornate non segna. Non è da lui. Che cosa gli sta succedendo? Che la sua stella stia già tramontando? Siamo nel 2010. Un 2010 alternativo, con nomi e fatti inventati, ma del tutto verosimile. Un giorno Aaron trova un messaggio nella segreteria del telefono. È di suo padre. Quel padre che è morto suicida dieci anni prima. O questo almeno è ciò che tutti hanno creduto fino a quel momento, Aaron compreso. La sua vita si ferma. La sua vita professionale, certamente. Anche quella sentimentale, che è così diversa da quella di molti colleghi. Perché Aaron è un calciatore particolare: ha una sensibilità e quasi una ritrosia che lo tengono lontano da situazioni e da relazioni che la sua posizione sociale faciliterebbe. Sta sulle sue, pensa al pallone. Soltanto Claudia, giovane giornalista sportiva seria e determinata, riesce ad aprire un varco nella sua interiorità, ben protetta sotto uno spesso guscio di solitudine che pochi possono attraversare. Tra questi c’è Ettore Brancati, il suo procuratore. Dopo la morte del padre, tra Aaron ed Ettore si è sviluppato un rapporto padre-figlio, rafforzato dal fatto che Ettore era un vecchio amico dell’apparentemente scomparso Charles.
Dopo l’ascolto del messaggio, il tempo si ferma per Aaron. Smette di scorrere, ma allo stesso tempo lo risucchia in una sua dimensione sconosciuta, in una sua labirintica dinamica interiore. Il calciatore è costretto a sfogliare e a rivivere strati di tempo che si sono sovrapposti fino a velare verità inconfessabili, difficili da accettare. Sono i racconti del padre, che lo raggiungono fortunosamente via email come un romanzo a puntate che si sviluppa all’interno del romanzo, e che guidano Aaron in un viaggio fisico e psichico. Un viaggio che non è solo urgenza di conoscere qualcosa che è stato omesso, ma che si rivela essere una questione di vita o di morte.
Il rapporto padre-figlio è un tema centrale del romanzo. Aaron e suo padre Charles. Aaron ed Ettore, che di Charles si trova a fare le veci. Ettore e suo padre, che nella loro relazione rappresentano un oscuro contraltare a quella dei due protagonisti. È una questione psicologica, perché Aaron e Charles sono personaggi “reali”, realistici, abilmente tratteggiati a tutto tondo, con tutte le loro peculiarità e difficoltà esistenziali. Ma è anche una questione archetipica che riguarda ognuno di noi. Perché il viaggio di Aaron – il suo scavo, la sua indagine, il suo inseguimento di quello che a volte appare come un personaggio reale, a volte come un fantasma (il fantasma del padre di Amleto…) – è il richiamo che ognuno sente verso le origini. Nessuno può addentrarsi nel proprio futuro finché non getta lo sguardo nei misteri non sempre rassicuranti o gradevoli delle proprie origini. Nessuno è libero da inesplicabili e paralizzanti condizionamenti inconsci, finché non fa i conti con il proprio padre e con la propria madre, quelli veri, quelli che continuiamo a rappresentarci. Farci i conti fino ad arrivare a perdonarli, e a perdonarci. Affrancando tutti dal peso dei ruoli assegnati. In questo senso, anche la madre di Aaron, pur evocata soltanto (in quanto realmente deceduta da molto tempo), è un personaggio essenziale, come altre figure femminili che contribuiscono sostanzialmente allo svolgimento della storia e rimandano a loro volta all’archetipo ambivalente della madre.
Senza svelare niente della parte finale della storia, si può dire che tutta la tensione e il crescente intreccio di eventi sempre più drammatici e concitati procede verso una liberazione. Una liberazione difficile e dolorosa, ma imprescindibile, affinché il tempo possa ricominciare a scorrere, il talento a manifestarsi, la vita a realizzarsi.
Il libro, attraverso i suoi molti livelli di lettura, riprende diversi temi già trattati da Giovanni Agnoloni nei suoi precedenti romanzi: il viaggio come ricerca e rivelazione, l’indagine su verità nascoste nel passato, il tempo che smette di essere una freccia per farsi labirinto e ricorso, il linguaggio segreto dei segni, delle risonanze, delle sincronicità, la consapevolezza interiore come strumento di emancipazione dalle paure e dai condizionamenti.
Questi temi legati alla sfida della crescita e alla ricerca dell’identità personale, uniti a una struttura narrativa avvincente, con molti elementi che richiamano il romanzo giallo, e a una scrittura raffinata e piacevole, fanno de La prossima notte una lettura che può essere raccomandata anche ai lettori più giovani, a partire dal primo grado della scuola secondaria, che si trovano ad affrontare la grande e complessa prova dell’adolescenza, con tutti i suoi dilemmi e i suoi ostacoli da superare, le sue promesse e ricompense.
Pubblicato su Retroguardia il 25/02/26
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