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Quando abbiamo smesso di pensare. Scritti di fenomenologia dell’emergenza (2020-2023)

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Davide Miccione (Catania, 1969) ha insegnato a contratto in corsi di laurea e master di diversi atenei. Si è occupato di Consulenza filosofica in qualità di teorico della disciplina e di direttore della scuola “Phronesis” di consulenza filosofica nonché, per un quindicennio, della rivista «Phronesis. Semestrale di filosofia, consulenza e pratiche filosofiche». Attualmente coordina il blog-rivista Aldous e dirige le collane di saggistica per le edizioni Algra e LetteredaQALAT. È autore dei volumi: La consulenza filosofica, 2007; Guida filosofica alla sopravvivenza, 2008; L’uomo è ciò che pensa. Sull’avvenire della pratica filosofica (Con Neri Pollastri), 2008; Ascetica da tavolo. Pensare dopo la svolta pratica, 2012; La vita commentata. Una interpretazione del Glosari di Eugenio D’Ors, 2012; Lumpen Italia. Il trionfo del sottoproletariato cognitivo, 2015; Pensiero unico, forse neanche quello, 2018; Lezioni private di consulenza filosofica, 2018; La svolta pratica. Presupposti, classificazioni e conseguenze, 2020. Nel 2022 è andato in scena, all’interno del primo festival “La culturale”, il suo monologo Il dio delle blatte, ora pubblicato da Algra edizioni.

COD: 9791259901736
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146

Note sull'autore

Descrizione

In questo saggio stimolante e profondo, l’autore affronta tematiche cruciali relative alla progressiva erosione degli strumenti di pensiero, all’incapacità dell’umanità contemporanea nel dare significato al mondo e alla crescente difficoltà di immaginare un futuro. Il tutto si svolge in un contesto reso ancor più oscuro dalla pandemia, che ha agito come un acceleratore delle dinamiche di controllo sociale e ha segnato la fine della cultura liberale e dei suoi valori. L’autore mette in luce come questa crisi del senso sia preservata da un’egemonia culturale che manipola il linguaggio per soffocare qualsiasi forma di pensiero non conforme. La costruzione di un vocabolario del politically correct funge da difesa per il sistema, trasformando ogni dubbio in un presunto complotto. Al centro di tutto ciò c’è l’emergenza pandemica: il saggio delinea in modo eloquente come questa emergenza abbia spinto l’umanità verso il mondo digitale, minando le culture basate sulla corporeità e sulla presenza fisica. Vivere consapevolmente in questo nuovo panorama diventa sempre più complesso, ma questo libro offre una preziosa cartografia per comprendere appieno il mondo come si è trasformato negli ultimi anni. L’autore offre una prospettiva affilata e ben argomentata su questi temi urgenti, rendendo il saggio una lettura essenziale per chiunque voglia comprendere le sfide attuali della società e della cultura.

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