Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo

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René Girard (1923–2015) è stato uno dei maggiori pensatori del Novecento. Teorico del desiderio mimetico e del meccanismo del capro espiatorio, ha profondamente influenzato l’antropologia, la critica letteraria e il pensiero religioso contemporaneo.
Gianni Vattimo (1936–2023) è stato tra i principali esponenti della filosofia europea contemporanea. Allievo di Gadamer, è noto per l’elaborazione del “pensiero debole”, che interpreta la modernità come progressivo indebolimento delle verità assolute.


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Descrizione

A distanza di vent’anni dalla prima apparizione, una nuova edizione ripropone uno dei confronti filosofici più lucidi e decisivi degli ultimi decenni.
Il ruolo del cristianesimo nel mondo contemporaneo, il suo rapporto con la morale, il confronto tra verità e libertà, tra relativismo e fede, in un tempo segnato da nuove forme di violenza e da una crisi profonda delle istituzioni: sono questi i temi al centro del dialogo tra René Girard e Gianni Vattimo.
Partendo da presupposti speculativi differenti – l’antropologia cristiana di Girard e il pensiero debole di matrice heideggeriana di Vattimo –, i due autori offrono risposte spesso divergenti, ma accomunate dalla consapevolezza che il cristianesimo abbia trasformato radicalmente il rapporto tra sacro, verità e violenza.
Ne emerge un confronto serrato e tuttora aperto, che illumina alcune delle questioni più urgenti del presente: se la desacralizzazione rappresenti una liberazione definitiva o esponga l’umanità a una nuova, più radicale instabilità. Prefazione e cura di Pierpaolo Antonello.