Verità o fede debole?

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Note sull'autore

Descrizione

Il convengo di Falconara del marzo 2006 si pone per Transeuropa come una specie di spartiacque, e di pietra miliare. In quell’occasione si riunirono, su impulso della casa editrice che aveva appena varato la collana “Girardiana” con la pubblicazione di “Miti d’origine” e poi di “Il pensiero rivale” di René Girard, studiosi di letteratura, di filosofia, di antropologia e di scienze politiche provenienti da tutta Italia, insieme a una compagine di scrittori e di critici interessati al problema del realismo in letteratura.  Nell’occasione si tenne anche un memorabile confronto in videoconferenza tra Girard (da Parigi) e Vattimo (presente nella sala consigliare di Falconara) sul tema “Fede e relativismo”. Transeuropa prese spunto da questo confronto, e mettendo insieme 10 anni di dialogo a distanza fra i due pensatori costruì un libro che prima non esisteva, ovvero non tradotto dall’estero ma “inventato” ad hoc, “Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo” di René Girard e Gianni Vattimo, che pubblicato nell’ottobre di quell’anno è a oggi inserito in tutte le bibliografie ufficiali dei due pensatori di fama mondiale, è diventato un classico sul tema del confronto fra ragione e fede, laicità e cristianesimo, relativismo e fede, ed è dunque tradotto o in corso di traduzione  in molti paese europei ed extraeuropei fra i quali Germania (Herder), Olanda e Belgio (Pelckmans/Klement), Francia (Flammarion), Stati Uniti e Inghilterra (Columbia University Press), Spagna (Paidòs), nonché Catalogna, Brasile, Portogallo, Romania.

La fede, la laicità, le radici cristiane, il ruolo del messaggio evangelico nella storia dell’umanità, e di seguito il relativismo, il problema della violenza, la sfida della ragione sono i cardini di un dialogo intenso, aperto e privo di oltranzismi che fanno del testo un autorevole contraltare al confronto fra Marcello Pera e Joseph Ratzinger di “Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, Islam” (Mondadori 2004)

Il testo, a cura di Pierpaolo Antonello, presenta al grande pubblico la trascrizione di tre inedite conferenze che hanno visto i due autori confrontarsi sui punti più radicali del loro pensiero. Inoltre la pubblicazione offre ai lettori la possibilità esclusiva di leggere un saggio di Gianni Vattimo mai pubblicato prima in lingua italiana e un saggio di René Girard apparso in Italia solo su una rivista specializzata .

«Quello che fa il cristianesimo» avverte René Girard nel porre le basi del dibattito, «a differenza delle religioni primitive – e questo perché, contrariamente a quanto gli antropologi hanno spesso sostenuto, il cristianesimo non è mitico è cambiare completamente questa nostra prospettiva: nel mito il punto di vista è sempre quello della comunità violenta che scarica la propria violenza su una vittima o capro espiatorio che ritiene colpevole, come accade per Edipo, che commette parricidio e incesto. Il cristianesimo ribalta questa situazione dimostrando che la vittima non è colpevole e che i persecutori non sanno quello che fanno quando accusano ingiustamente questa vittima . […]

Qualcuno dice che mescolo la religione alla scienza. Non è vero.[…] Io credo che stiamo andando verso un futuro dove […] vivremo in un mondo che sarà e apparirà tanto cristiano quanto ci sembra scientifico oggigiorno. Credo che siamo alla vigilia di una rivoluzione nella nostra cultura che va al di là di qualsiasi aspettativa, e che il mondo si stia spostando verso un cambiamento al confronto del quale il Rinascimento ci sembrerà nulla ».

«Ascoltando Girard» ribatte Gianni Vattimo , «prima di tutto devo testimoniare che lui è alla base della mia conversione e quindi ha degli ovvi meriti anche se non so fino a che punto sarebbe contento di sapere a cosa mi ha convertito […]. Normalmente tutti noi, cresciuti in un contesto cattolico, abbiamo sempre immaginato che ci fosse un’alternativa tra l’essere cristiani e l’essere moderni. La rivoluzione francese, gli illuministi, la democrazia, il Sillabo, sono stati tutti concepiti come opposti alla fede religiosa e in particolare al cristianesimo […]. Allora scoprire Girard voleva dire scoprire che Gesù era venuto per svelare qualcosa che le religioni naturali non avevano svelato e che consisteva nel rivelare l’essenza violenta e sacrificale, persecutoria della religione e della cultura umana. Il nocciolo delle mie obiezioni, domande, osservazioni a Girard è dunque il seguente: il cristianesimo non avrà introdotto nel mondo qualche cosa che addirittura dovrebbe consumare anche l’apparato chiesastico ? […] Se l’ortodossia cattolica dichiara che non si può abortire, se non si può sperimentare sugli embrioni, questo non è un permanere di una certa violenza della religione naturale dentro il quadro di una religione storico-positiva che ha svelato soltanto l’amore? Gesù Cristo è venuto al mondo per svelare che la religiosità non consiste nei sacrifici ma nell’amare Dio e il nostro prossimo. Tutte le cose che non si riducono a questo nella Chiesa non saranno ancora religione naturale e vittimaria? […]

Non sono tanto convinto che il relativismo sia una teoria sbagliata, perché non è una teoria. Semmai è una dottrina della società , ma nella società bisogna ammettere […] molteplici posizioni, e in generale sono convinto di questo: non diciamo che ci mettiamo d’accordo quando abbiamo trovato la verità, ma diciamo di aver trovato la verità quando ci siamo messi d’accordo».

Pur partendo da presupposti speculativi differenti (l’antropologia cristiana di Girard, e la filosofia heideggeriana di Vattimo), le risposte dei due pensatori rimandano continuamente alla condivisione di alcuni valori e a un comune atteggiamento di dialogo. Grazie a tali premesse il confronto riesce nell’obiettivo implicito di ergersi a modello di dibattito aperto su questi discussi temi d’attualità.

L’incontro fra il teorico del pensiero debole e il più discusso antropologo del novecento, diviene progetto editoriale dopo il loro confronto pubblico avvenuto durante il Convegno “Fede e relativismo”, evento organizzato nel marzo 2006 dalla casa editrice Transeuropa nel comune di Falconara Marittima (AN).

Il testo, scritto in un linguaggio che può renderlo accessibile ad un pubblico ampio ed eterogeneo, è l’ultima pubblicazione di Transeuropa relativa alla figura di René Girard, del quale la casa editrice presenta in catalogo anche due raccolte di saggi inediti (Girardiana vol. 1 e vol. 2).

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