Il viaggio letterario di Cesare Pavese

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Davide Fent (Como, 2 maggio 1967) è giornalista freelance, curatore, direttore artistico, docente e consulente nell’ambito della ricerca e produzione artistica e della comunicazione. Ha diretto e curato rassegne letterarie e filosofiche in prestigiose sedi culturali, tra cui la Biblioteca Comunale di Como, l’Auditorium del Pontificio Collegio Gallio, Villa Olmo, Piazza Cavour, la Pinacoteca Civica e lo Yacht Club Como. Autore di numerose pubblicazioni, ha esplorato generi che spaziano dalla poesia alla narrativa, con opere come “Emersioni Lacustri”, “Finché morte non ci separi”, “Allora arriva il Natale” e “A letto dopo Carosello”. Ha partecipato a festival letterari nazionali e internazionali, consolidando il proprio percorso nell’ambito della scrittura e della divulgazione culturale. Con Transeuropa ha pubblicato il saggio “Dal futurismo al postdadaismo” (2025).


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220

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Descrizione

Questo studio indaga il ruolo centrale del mito nella poesia e nella narrativa di Cesare Pavese. Dagli anni Quaranta, l’incontro con la cultura tedesca e la lettura di Jung orientano lo scrittore verso una concezione simbolica del mito, in dialogo con gli studi e le intuizioni che, nel periodo tra le due guerre, rinnovarono il pensiero simbolico europeo.
Pur senza aderire esplicitamente alla psicologia junghiana, Pavese elabora una personale mitopoiesi in cui memoria, paesaggio e immagini interiori si trasformano in archetipi narrativi: da Feria d’agosto ai Dialoghi con Leucò, fino alla maturità della Luna e i falò, il mito diventa la chiave per leggere l’inconscio individuale e collettivo, e per chiudere – in forma circolare – il percorso della sua opera.

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