Descrizione
Perché desideriamo quello che desiderano gli altri? Come nasce la violenza collettiva? E che cosa accade quando una teoria nata per smascherare i meccanismi del potere viene adottata da alcuni dei suoi protagonisti?
Con Codice Girard. La coscienza è cicatrice, il primo dio un cadavere, Giulio Milani ripercorre la rivoluzione intellettuale di René Girard, il pensatore francese che ha individuato nell’imitazione del desiderio, nella rivalità e nel capro espiatorio le strutture fondamentali della cultura umana.
Il libro attraversa diecimila anni di storia, dai santuari di Göbekli Tepe ai laboratori dell’intelligenza artificiale. Accanto ai grandi romanzieri che hanno ispirato Girard – Cervantes, Dostoevskij, Proust – incontriamo Julian Jaynes e le sue ipotesi sull’origine della coscienza, Thomas Ligotti, le guerre contemporanee e le nuove forme di competizione alimentate dai social network.
Ma Codice Girard è anche il racconto di una vicenda vissuta in prima persona. Milani ha pubblicato numerosi scritti del filosofo attraverso la collana Girardiana di Transeuropa, contribuendo alla sua diffusione in Italia e ricevendo anche finanziamenti dalla Thiel Foundation per alcune traduzioni. Quell’esperienza diventa il punto di partenza di un’indagine sul rapporto fra teoria mimetica, capitalismo tecnologico e nuova destra americana, da Peter Thiel a J.D. Vance.
La riflessione arriva fino alla violenza giovanile contemporanea. Attraverso gli studi di Robert Muchembled, Milani indaga la crisi della trasmissione fra generazioni, il ritorno delle bande e la perdita di quei riferimenti sociali che permettono di trasformare la rivalità in appartenenza. Sullo sfondo, anche una vicenda della sua città, Massa, diventa occasione per interrogarsi sul rapporto fra giustizia, vendetta e comunità.
Codice Girard conclude la Trilogia della vocazione, iniziata con Codice Canalini (2024) e proseguita con Codice Tondelli (2025), vincitore del Premio letterario Giovanni Comisso 2026 per la Biografia. Tre figure decisive nella formazione dell’autore, tre indagini nelle quali letteratura, memoria personale e storia delle idee si intrecciano per interrogare il desiderio e la vocazione.
La critica
«Il libro di Milani non rispetta – per fortuna del lettore – i codici del saggio, non sta nel deuteronomio dell’accademia: ha un potente estro narrativo».





