Con la sequenza di poesie Storia dei minuti, Marco Giovenale torna sul luogo e topos doppio della “casa lasciata”/“casa malata”. I minuti segnano l’ossessione del tempo che precipita, ma sono anche la traccia delle sottili e sempre più assottigliate silhouettes minute dei personaggi della “storia”: figure che animano un teatro anzi circo caracollante o già crollato di malatini trasognati, lieti agrimensori kafkiani, spazzini, cani spersi, fantasmi.
In Kamikaze (e altre persone), partendo dalla figura-limite del titolo, Gian Maria Annovi esplora l’immaginario terroristico contemporaneo.
Soggetto in esplosione, il kamikaze, come le altre soggettività estreme che compaiono in questi testi, presentati anche in versione inglese, è legato al dispiegarsi recente di una Storia percepita come disumanizzata ed alienante, e insieme alla storia più personale ed emotiva di chi tenta di scrivere d’amore ai tempi di Abu Ghraib.
Un saggio “sopra le righe” questo di Richard Millet, che affronta di petto la questione del ruolo della letteratura nel nostro sistema culturale. Da una posizione difficile, quella di uno scrittore che si definisce cristiano in un’Europa che pare aver abdicato alla sua tradizione religiosa e umanistica, Millet esamina la fase storica attuale, facendo riferimento alle posizioni nietzschiane sul progressivo dominio sociale del nichilismo e a quella dei grandi intellettuali del secolo scorso sul valore delle opere letterarie contro la barbarie.
Forte della sua duplice esperienza di teorico e di amministratore – Volpi è docente di Storia contemporanea all’università di Pisa e assessore al bilancio del Comune di Massa – l’autore redige una vera e propria road map della crisi economica in Italia, affrontando sia le problematiche peculiari del paese che le inevitabili assonanze con quanto accaduto nel sistema globale.
Di agile lettura, il pamphlet è costruito attraverso una serie di “parole chiave”, spesso citate sui giornali e mai davvero chiarite nei loro significati, per illustrare anche ai non addetti ai lavori, al lettore comune, i passaggi fondamentali della crisi che ci ha investito e tracciare una “guida” per non ripetere errori già fatti.
Firenze nei favolosi anni ’60. Un ribollire di soldi, ambizioni, possibilità. «Siamo arrampicatori, Francesco» dice Davide, suo compare. Francesco lo sa bene, ogni estate un fiume in piena di turisti invade le strade della sua città col solo scopo di spendere, e lui fin da subito sapeva di volersi trovare proprio in mezzo, a mollo in quel fiume di soldi. Niente a che vedere con le velleità di Giovanni, l’altro suo migliore amico, studente universitario in piena rivoluzione.
«Un imprevedibile noir turistico, una traversata nei lati oscuri della Firenze del boom, fra intrighi internazionali e triangoli erotici. Una mappa alternativa per una città troppo poco frequentata dalla narrativa contemporanea.»
Mario Benedetti, uno dei maggiori poeti italiani viventi, con questi Materiali di un’identità mette in luce molte sue sfaccettature intellettuali ancora nascoste. Testi in prosa si alternano a versi, dichiarazioni di poetica a ricordi autobiografici, venendo a comporre una miscela densa ma non oscura, ricca di affondi e di illuminazioni preziose per tutti gli amanti della grande poesia.
«Chi in questi anni ha amato e seguito la poesia di Mario Benedetti scaverà volentieri dentro questi Materiali perché troverà, come un archeologo trova denti, lucerne, resti, cocci, qualche traccia di una civiltà in cui, come succede a ogni regno sepolto, la morte quando riaffiora si converte in informazione di vita.»
50/80 è il titolo bizzarro che nel 2010 unisce due scrittori marchigiani di Fermo, Luigi Di Ruscio e Angelo Ferracuti, negli anni dei loro rispettivi compleanni.
Scrittori generazionalmente e stilisticamente molto distanti, il primo nato nella temperie neorealista degli anni ’50 e l’altro esordiente trent’anni dopo come “nuovo narratore”, qui pubblicano due testi narrativi legati entrambi alle memoria dei luoghi della loro regione, le Marche.
Il testo è accompagnato da un inserto fotografico di Ennio Brilli, e una introduzione del critico letterario Massimo Raffaeli.
"Ritratto di Edi Tonon gerontolescente e altri racconti",
opera d'esordio di Roberto Pusiol
Com’è che a tre giorni dal matrimonio vuoi dormire – morire? – sotto la coltre spessa della neve? (Neve) Da dove nasce questa spinta stramba a passare due tre volte col rosso davanti al vigile all’incrocio? (Piedi bolliti) E questo trascorrere i pomeriggi a guardarti una vecchia cartolina nel tuo bilocale al sesto piano? (Toast ben fatto)
Sono i protagonisti stessi a interrogarsi, giovani e anziani: il loro mood è la malinconia, ma la tristezza non li ha induriti, è rimasta la possibilità di un varco, non è stata cancellata del tutto la memoria.
Cade allora lo scarto, il soprassalto, lo stacco, l’impulso non spento in cui riposa il senso stesso dei racconti.
Dal 21 aprile in libreria "La calligrafia come arte della guerra",
romanzo d'esordio di Andrea Tarabbia
In una scuola posta al confine tra due stati in guerra, alcune bambine imparano «l’arte del messaggio, della disciplina e dell’amor patrio» calligrafando messaggi bellici sopra le testate dei missili.
Sono orfane di una guerra di cui non si vede la fine, e le guida un Maestro di calligrafia dal passato oscuro, Horatio.
Sotto la scuola e la città che la ospita – il cui nome non è mai rivelato – c’è una seconda città speculare alla prima e le cui pareti sono dipinte di vernice al fosforo.
Come in una spietata partita a scacchi, gli abitanti della città attendono la prossima mossa dell’avversario: un missile inoffensivo, che una notte porta al di qua del confine un misterioso messaggio.
Il compito di interpretarne il contenuto è affidato a Horatio, ma non tutto andrà come dovrebbe.
Dal 24 marzo in libreria "La Comune 1871", romanzo di
Riccardo De Gennaro
Lucien e Nadine, un amore difficile. Un giovane operaio e un’insegnante si incontrano durante i tre mesi del primo e più avanzato governo proletario della storia.
È il tempo della Comune di Parigi del 1871, un tempo in cui la vicenda storico-politica palpita insieme a quella privata di grandi personaggi e singolari figure.
Scritto con l’impiego di un “rivoluzionario”, corale «discorso indiretto libero», perfezionato proprio in quegli anni dalla migliore tradizione letteraria francese, un romanzo politico che parla a chi è innamorato, ma che insieme ricostruisce una vicenda storica di esempio per la sinistra di oggi.
Una «spoon river» poetica inattasa e di grande impatto emotivo: «Conobbi il movimento a sedici anni / che mi toccavo con le lunghe dita / Giovanni era il più bello del liceo / in primavera aveva già la moto / non la patente, ma se ne fregava / conosceva dei dritti quarantenni / parlava di valori e di Ezra Pound».
Le musiche del cd che accompagna il libro di poesia sono state composte da Davide Giromini, fisarmonicista degli Apuamater e di altri gruppi musicali qui alla sua prima esperienza di solista, un lavoro che «nasce dalla mia vita notturna» e dove «il "fine” associato al comunismo può essere anche inteso come l'aggettivo di "finezza”».
Dal 3 marzo in libreria "Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo"
di Marino Magliani e Vincenzo Pardini
Un romanzo a due voci. Due terre, la liguria e la toscana, di sensibilità e repertori linguistici contigui, insieme vicine e lontanissime.
Gli emigranti, i contadini, i pastori, gli struggenti paesaggi rurali popolati di fantasmi e di storie senza tempo, sono i personaggi più incisivi che popolano le pagine di questo libro corale, cupo, potente, a tratti allucinatorio.
Dal 3 marzo in libreria "Religioni, laicità, secolarizzazione"
a cura di Maria Stella Barberi e Silvio Morigi
René Girard, affermando che la Croce segna la «fine del sacro», e che è «la religione umana nel suo insieme che i Vangeli distruggono e le culture che ne derivano», si pone sulla linea di altri autori che individuano un rapporto di netta antitesi tra fede cristiana e religione: da Barth e Bonhoeffer ai teologi della “morte di Dio”, da R. G. Collingwood a D. de Rougemont.
Gli interventi raccolti in questo volume intendono focalizzare ed attualizzare questa dimensione del pensiero girardiano.
Tragedia e commedia si alternano nelle vicende dei personaggi che raccontano se stessi in questo volume.
L’autrice esplora coraggiosamente un ambito in genere poco indagato dalla letteratura, quello delle malattie neurologiche e neuropsichiatriche: le storie di vita di questi “ammalati”, preziose e volatili, rimangono spesso nel chiuso delle famiglie o degli ospedali.
Il libro le fa uscire tutte assieme, queste vicende, come i “risvegliati” del dottor Oliver Sacks, che andavano in gita col pulmino.
Dal 23 febbraio in libreria "Catastrofi generative"
a cura di M. S. Barberi
Nel linguaggio comune, la parola catastrofe evoca macerie, distruzione, furia degli elementi, fine del mondo. Tuttavia, l’evento catastrofico ha una parte importante nella nostra esperienza ed è capace di mobilitare bisogni ed energie collettive: le società infatti non dimenticano, né si abbandonano alle forze annichilenti della natura dagli effetti sociali altrettanto rovinosi.
I saggi qui raccolti trattano da diversi punti di vista (mitico-rituale, storico-religioso e letterario) la catastrofe come trasformazione, rigenerazione, conversione.
Il volume contiene un saggio di René Girard, inedito in lingua italiana, dal titolo Mito e antimito.
Dal 3 febbraio in libreria "Ufficialmente dispersi"
di Pier Vittorio Buffa
È il 22 gennaio 1943 quando il Sottotenente si ritrova al comando d’una manciata di uomini, i soli sopravvissuti del suo plotone, per tentare la conquista di un gruppo di isbe dove passare la notte. La battaglia sembra vinta, quando nuove forze nemiche contrattaccano e disperdono il plotone. Il Sottotenente è l’unico che riesce a sganciarsi e a ripiegare, ma questa fortuna gli costerà cara: nessuno dei suoi umini tornerà indietro.
Dal 1943 ai giorni nostri, un sottotenente cerca la verità sui suoi 14 uomini dispersi in Russia. Un grido pacifista, una sommessa epopea. Una nuova, inattesa edizione del più epico fra i romanzi italiani degli ultimi anni.
Dal 20 gennaio in libreria "Prima dell'apocalisse"
di René Girard
Partendo dalle macerie di Ground Zero e dalle sue implicazioni culturali, politiche e sociali, René Girard, uno dei più influenti pensatori oggi viventi, analizza gli eventi attuali e i fatti del nostro tempo – il fondamentalismo religioso, il cosiddetto scontro di civiltà, la minaccia nucleare, la crisi ecologica – come segni evidenti di un’imminente apocalisse, o meglio, della circostanza immanente che stiamo vivendo in tempi apocalittici.
Per Girard l’unico modo di leggere, interpretare e capire a fondo questi segni è tornare all’origine della loro evoluzione storica: il nucleo anti-sacrificale del cristianesimo che ha prodotto la modernità e liberato la capacità autodistruttiva dell’uomo.
Nascita del desiderio amoroso e strategie di dominio"
di Gabriele Lenzi
Una delle forme di seduzione più allettanti, ma anche più pericolose, è oggetto per la prima volta in questo libro di un’analisi approfondita. Si tratta del fenomeno, noto soprattutto nella forma letteraria dell’allumeuse, di chi seduce con allusioni e promesse per poi procrastinare all’infinito qualsiasi realizzazione.
L’analisi viene condotta facendo dialogare tra loro strumenti di ricerca che si arricchiscono a vicenda: oltre alla linguistica, la psicologia sistemica, la sociologia goffmaniana, le recenti ricerche sul mobbing e i contributi teorici, in cui si intrecciano e si sovrappongono molteplici tematiche, di René Girard.