Recensione a Incisioni all’acquaforte di Gregorio Febbo

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Personalità a largo spettro artistico, Gregorio Febbo affronta, in questa sua silloge poetica, gli eterni grandi temi dell’esistenza che, calati nel contesto socio-culturale della contemporaneità, consegnano al lettore, in una prospettiva di profonda consapevolezza, la fragilità dell’essere umano. In Incisioni all’acquaforte, titolo della silloge di Febboedita da Transeuropa edizioni, ci troviamo di fronte ad un lavoro di ampio respiro lirico, sostenuto da una portentosa base speculativa, da un’istanza spirituale che vuole recuperare i veri valori della vita. Si comprende facilmente, da quanto sin qui premesso, come la poesia di Febbo non possa prevedere un ripiegamento dell’io su se stesso e non possa adagiarsi in un ritmo lirico cullante e melodico, ma possieda piuttosto una musicalità densamente prosastica entro la quale si sviluppa la meditazione sul mondo e sulla società di oggi, in una disamina che si accende spesso in immagini e metafore di icasticità espressionistica,
 dove il vigore del linguaggio e delle metafore si impone nella sua rotondità scultorea e dove la libertà svela, scava e illumina. 

Il lettore può facilmente riconoscersi nell’alfabeto emotivo che Febbo incide con forza nei suoi versi: la vita scivola davanti ai suoi occhi come le immagini di un film fornendogli spunti e riferimenti per vedere nel passato, determinarsi nel presente e disporsi ad affrontare il futuro.  Il tratto civile percorre carsicamente la raccolta La voce della libertà


Cerco nel silenzio
il bianco, la purezza, 
il perdono, il dono, 
ma questa società, 
fusa nella gomma, 
professa la giustizia 
e non ha, poi,
la forza di capire. […]

Si alternano i registri amorosi di Poesia blu […] Per la notte che verrà/ ti chiedo di tenermi stretto/ affinché, io, possa dormire/ e concedere al cuore/ la meraviglia che solo il sole, /unito alla poesia blu, /può dare. // […]

Con la sua voce, Febbo, entra nel labirinto delle parole, scava fino al fondo del significato, suggerisce piste di interpretazione, nutre forma e contenuto con una ricerca spirituale in cui non viene mai meno il concetto di essenza del comunicare.
In Incisioni all’acqua forte ci sono le ragioni di una poesia autentica, una parola che cerca i suoi modi molteplici di esprimersi, ma soprattutto scoprirete la scrittura di Febbo, che scrive versi per donare al mondo una parola che pulsa infinita. 

La tensione meditativa e lirica dell’intera Silloge la ritroviamo nel suo massimo fulgore immergendoci nelle correnti della poesia che dà il titolo all’opera Incisioni all’acqua forte:

Ogni cosa passata, 
di ruvido vestita,
resterà̀ cicatrice indelebile come incisioni
all’acquaforte su lamine di metallo
e non brucerà più da morire: 
sarò pronto per andare. 
Dammi la mano, 
non si annoierà il cuore. 

Immergetevi nella fitta trama complessa e strutturata dell’opera di Febbo, composta con una lingua che taglia le parole e si scaglia vivida in ogni direzione. Vi rimarrà incisa dentro, nel profondo.

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